Amritapuri Ashram Amma

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“La mente è il posto più rumoroso del mondo. La spiritualità è quiete della mente, uno stato di silenzio ” – Amma –

Il Kerala è uno stato dell’India che si affaccia sul Mar Arabico, famoso per i suoi paesaggi mozzafiato, la sua cultura millenaria e la calorosa ospitalità della sua gente. È considerato uno degli stati più prosperi del paese, con alti tassi di alfabetizzazione, un sistema sanitario avanzato e una forte tradizione di cooperazione sociale. Da decenni è governato prevalentemente dal Partito Comunista, che ha contribuito a implementare politiche progressiste nel campo dell’istruzione e della sanità.

Durante il mio viaggio attraverso questo paradiso verde e rigoglioso, mi sono lasciato incantare dalle sue spiagge dorate lambite dalle onde del Mar Arabico, dalle foreste tropicali che risuonano del canto degli uccelli esotici e dalle placide backwaters, le suggestive lagune e canali dove il tempo sembra scorrere più lentamente. Ho passeggiato tra piantagioni di tè e spezie, respirando l’aroma intenso della noce moscata e del cardamomo, e ho assaggiato la deliziosa cucina locale, ricca di sapori e spezie uniche.

Ma questa è un’altra storia, e la racconterò un’altra volta…

Il fatto è che quella mattina di febbraio mi trovavo, appunto, sulla spiaggia di Kovalam, in Kerala. Il sole stava già scaldando la sabbia dorata, mentre le onde dell’oceano si infrangevano dolcemente sulla riva. Mancavano pochi giorni alla fine del mio viaggio, e sentivo già quella sottile malinconia che accompagna ogni partenza.

L’appuntamento con il mio volo SpiceJet, che in poche ore mi avrebbe riportato a Delhi, era fissato all’aeroporto di Cochin, 228 chilometri più a nord. Non volevo però trascorrere questi ultimi giorni fermo in un solo luogo, così decisi di risalire lentamente la costa, assaporando ogni istante del viaggio. Per la prima parte del tragitto optai per un battello, navigando tra le suggestive backwaters del Kerala, dove il tempo sembra scorrere con la stessa lentezza dell’acqua che si insinua tra villaggi di pescatori e palme ondeggianti. Poi avrei proseguito in treno, attraversando piantagioni di cocco e risaie verdissime, osservando il paesaggio scorrere fuori dal finestrino mentre il ritmo cadenzato delle rotaie accompagnava i miei pensieri.

Era il modo perfetto per salutare il Kerala, assaporandone fino all’ultimo il fascino unico e inconfondibile.

Avevo bisogno di un pernottamento a metà del percorso, e così, leggendo qua e là, scoprii l’ Amritapuri Ashram di Amma. Sembrava la scelta perfetta: economico, in una posizione ideale lungo la mia rotta e con l’opportunità di vivere un’esperienza unica all’interno di un ashram famoso in tutto il mondo per la sua spiritualità e accoglienza.

Il giorno dopo mi trovavo a bordo di un barcone statale, vecchio e rumoroso, il legno consunto dal tempo e l’odore di gasolio che si mescolava a quello dell’acqua dolce. Da qualche ora ormai navigavamo lenti sulle placide acque delle backwaters, mentre il paesaggio scorreva attorno a me con una calma ipnotica. Osservavo la vita quotidiana lungo le rive verdi e lussureggianti: aironi immobili in attesa della loro preda, pescatori intenti a gettare le reti con gesti antichi e precisi. Era un intero universo che, incurante del mio passaggio, continuava la sua esistenza come aveva fatto per secoli.

Il viaggio era lento, quasi meditativo. Il battello procedeva con il suo ritmo costante, solcando le acque in un silenzio rotto solo dal borbottio del motore e dai suoni della natura. Nel primo pomeriggio ci fermammo per una pausa pranzo in un piccolo villaggio, dove assaporai un pasto semplice ma delizioso: riso soffice, sambar speziato e croccanti papadam serviti su una foglia di banano.

Era ormai pomeriggio inoltrato quando finalmente arrivai ad Amritapuri. Mentre il battello si avvicinava all’attracco, scorsi in lontananza le alte torri rosa dell’ashram svettare tra le palme. Un luogo di pace e devozione mi attendeva, e non vedevo l’ora di scoprirlo.

Amritapuri Ashram Amma

Amritapuri Ashram   Camera

La struttura è imponente, una gigantesca fortezza spirituale che emerge tra le chiome delle altissime palme come un mastodontico dinosauro di cemento e colori pastello. Le sue fondamenta poggiano su una lunga e verdissima isola, adagiata tra le placide acque delle backwaters e l’immensità del Mar Arabico.

Tutto ebbe inizio nel 1981, quando accanto alla casa di famiglia di Amma venne costruita la prima capanna, un semplice rifugio per i suoi primi devoti. Poi, con il passare degli anni, l’ashram crebbe rapidamente: prima sorse il tempio dedicato alla dea Kali, poi, a ritmo costante – ma non troppo lento – il resto del complesso prese forma.

Oggi Amritapuri è ben più di un ashram: è la sede della ONG Mata Amritanandamayi Math (MAM) ed è diventata una vera e propria città spirituale. Imponenti edifici si ergono a ospitare migliaia di devoti e visitatori provenienti da tutto il mondo. Ci sono grandi blocchi di appartamenti per le famiglie e per i pellegrini, ostelli per studenti, vasti refettori in grado di servire migliaia di pasti al giorno, uffici e dipartimenti dedicati alle attività sociali e umanitarie dell’organizzazione.

Non manca nemmeno un ospedale, essenziale per garantire cure mediche ai residenti e alle comunità locali. L’ ashram è un crocevia di culture e lingue, un luogo in cui si mescolano il silenzio della meditazione e l’energia di un’attività incessante, sempre animato da volontari, studenti e ricercatori spirituali alla ricerca di un senso più profondo nella loro esistenza.

All’ashram sono disponibili diversi servizi per accogliere al meglio residenti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Per quanto riguarda la ristorazione, vi sono due mense principali: una che serve piatti della tradizione indiana, speziati e saporiti, e un’altra con opzioni più adatte ai palati occidentali. Inoltre, una caffetteria offre tè, caffè e bevande calde, mentre un piccolo chiosco propone snack tipici indiani, come samosa, vada e dolci a base di jaggery e cocco.

Oltre all’aspetto culinario, l’ashram è ben organizzato per rispondere alle necessità quotidiane dei suoi ospiti. È presente un servizio di cambio valuta per facilitare gli scambi ai visitatori stranieri, nonché una lavanderia comune dove è possibile lavare i propri vestiti con tariffe minime. Per chi ha bisogno di riparazioni, è attivo anche un servizio di cucito.

Non mancano un ufficio postale e un servizio telefonico, fondamentali per chi desidera mantenere i contatti con l’esterno. In un luogo dove la vita segue ritmi diversi da quelli del mondo frenetico, questi servizi diventano essenziali per chi soggiorna a lungo e ha bisogno di una certa stabilità nelle proprie attività quotidiane.

Un ponte, costruito dopo il devastante tsunami del 2004, collega oggi Alappad alla terraferma. Questa striscia di terra, stretta tra il Mar Arabico e le backwaters, fu l’area del Kerala più gravemente colpita dal disastro: lungo i suoi 17,5 km di lunghezza, oltre 142 persone persero la vita, mentre centinaia di abitazioni furono spazzate via dalla furia delle onde.

L’ashram di Amma, fortemente impegnato in opere di soccorso e ricostruzione, si fece promotore della costruzione del ponte con un obiettivo ben preciso: garantire una via di evacuazione sicura per gli abitanti del villaggio. L’infrastruttura è stata progettata per permettere a circa 15.000 persone di raggiungere un’area sicura in meno di 30 minuti in caso di un’altra emergenza simile.

Oltre a rappresentare una via di fuga cruciale, il ponte ha migliorato significativamente la vita quotidiana della comunità locale, facilitando il trasporto di beni, l’accesso a scuole, ospedali e opportunità di lavoro sulla terraferma. È diventato, così, non solo un simbolo di resilienza e rinascita, ma anche un segno tangibile dell’impegno umanitario dell’ashram nel supporto alle popolazioni più vulnerabili.

Ho trascorso qui tre giornate indimenticabili, immergendomi nella vita dell’ashram e respirando l’atmosfera di questo luogo unico. Il mio contributo è stato modesto, solo un paio di turni pomeridiani in cucina, dove mi sono dedicato a pelare e tagliare verdure per il minestrone serale, un pasto caldo e nutriente servito a centinaia di persone.

Qui, infatti, chiunque può, se lo desidera, offrire un po’ del proprio tempo per aiutare nelle attività quotidiane: dalla preparazione dei pasti alla pulizia degli spazi comuni, dall’assistenza nei vari uffici alla raccolta della plastica per il riciclo. Il servizio è volontario e privo di obblighi, ma è un’esperienza che permette di sentirsi parte di una comunità che funziona grazie alla collaborazione spontanea di tutti.

Le giornate scorrono in un ritmo tranquillo ma dinamico, in un ambiente vibrante di energia, dove lingue, culture e tradizioni diverse si intrecciano armoniosamente. Qui la diversità non è un ostacolo, ma una ricchezza che rende ogni incontro speciale.

E poi c’è la sera, il momento perfetto per riflettere e lasciarsi cullare dalla bellezza del paesaggio. Poco fuori dall’ashram, su una piccola spiaggia affacciata sul Mar Arabico, si può assistere a un tramonto spettacolare: il sole, un disco infuocato, si tuffa lentamente nell’oceano, tingendo il cielo di sfumature dorate e arancioni. Un dono della natura, semplice e grandioso, che chiude ogni giornata con un senso di pace profonda.

Purtroppo durante la mia visita Amma non era presente.

Fuori dall’ashram, si intravedono ancora alcuni segni di quello che un tempo era un semplice villaggio di pescatori. Le vecchie case, alcune in legno altre in muratura, si affacciano sulle strette stradine sabbiose, mentre le reti da pesca, stese ad asciugare al sole, raccontano di una vita legata al mare.

Oggi, molti abitanti del villaggio si sono adattati al cambiamento, trovando nuove opportunità grazie al costante flusso di visitatori e pellegrini che l’ashram attira. Qua e là, piccoli chioschi offrono bevande fresche di cocco, chai speziati e qualche snack locale, creando un’atmosfera vivace e accogliente. Altri si occupano di gestire servizi legati al trasporto, come risciò e taxi collettivi, sempre pronti a condurre i visitatori verso le vicine città o a offrire un breve tour lungo la costa.

Nonostante il cambiamento, si percepisce ancora lo spirito di comunità e la profonda connessione con la natura e il mare, che continuano a scandire la vita quotidiana. È un luogo dove tradizione e modernità convivono, creando un equilibrio affascinante tra il vecchio e il nuovo.

Informazioni pratiche

Se intendi recarti ad Amritapuri è richiesta una prenotazione online https://visit.amrita.ac.in/

Aeroporti:

Trivandrum (110 km a sud di Amritapuri) ea Cochin (140 km a nord di Amritapuri) .

In Barca:

Da Amritapuri ad Aalapuzha: barca giornaliera
Partenza: tra le 13:00 e le 13:30
Arrivo: intorno alle 18:30

Da Aalapuzha ad Amritapuri:
partenza giornaliera in barca : intorno alle 10:30
Arrivo: tra le 15:00 e le 15:30

Da Amritapuri a Kollam: barca giornaliera
Partenza: tra le 15:00 e le 16:00
Arrivo: intorno alle 18:30

Mappa:

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